less is mejo

la colpa è del programma sfide. colpa di che? della new wave che impera oggi per cui qualsiasi cosa deve essere approfondita fino alla morte dei sensi e trattata oltre ogni ragionevole limite di lunghezza.

c’è una era pre-sfide e una post.

sfide, per i pochi che ignorano, è un programma che va in onda dal ’98 e ha rivoluzionato il modo di raccontare le cose dello sport. ha spostato i punti di vista e regalato pagine di meravigliosa narrativa visuale e testuale. ha saputo miscelare in maniera nuova musiche, parole e immagini puntando forte sul coinvolgimento dei sentimenti. anche un singolo gesto poteva diventare l’argomento di un’intera puntata, esaltato e descritto come un’opera unica.

non è una cosa facile da fare. non è per tutti e non dovrebbe essere per molto tempo dato che si è costantemente in bilico tra l’eccellenza e lo sfracellamento dei coglioni.

il whisky non è acqua potabile.

figli della lunga onda di sfide sono buffa, l’ultimo uomo, rivista undici e tutti quelli che allappano l’ascolto e l’attenzione con pile di muffin di parole. intendiamoci buffa è un grande affabulatore ma la sua bravura è il mio limite. mi mette ansia. ho paura di uscire di casa e trovarmelo davanti, di essere l’unico nelle vicinanze, con un accendino e con l’orologio. sono sicuro che avrebbe un aneddoto di quando il mirabolante manchester united di george best segnò un inutile gol proprio a quell’ora, o saprebbe dirmi cosa stava facendo paul mccartney esattamente quarant’anni fa in quell’istante, in un vicolo di liverpool mentre passeggiava insieme a sua zia.

la verità è che la qualità “lunga” ha rotto il cazzo. sogno un mondo dove la qualità non debba essere per forza subordinata, o confusa, al tanto e allo sbrodolamento.

Boris-Il-Film

 

Annunci

more than words

Evolution of the person.eps

Ci sono 3 cose che mi lasciano “perplesso” sulla qualità dell’evoluzione umana:

  1. il limite di età sui siti porno. l’avranno capito anche i 17enni che basta cliccare su 18 per proseguire la navigazione.
  2. i codici captcha illeggibili. perché? arriverà il giorno in cui bot riusciranno a decifrarli e noi no. next step: prima superi ultimate beastmaster e poi ingresso permesso.
  3. l’accettazione della normativa sui cookie.

ne scrivo perché riesco ad osservare i 3 problemi dalla giusta distanza dato che non mi interessano i siti porno, becco i captcha al primo colpo e accetto di buon grado ogni santo giorno, durante ogni stramaledettissima visita, come vengono trattati i cookie su laroma24.it.

 

the band

isis___panopticon_1860x1860_837514385

siete dei giovani del 1997. siete dei giovani insieme ad altri giovani. siete della stessa città, suonate strumenti complementari, ascoltate gli stessi artisti perché avete gusti musicali simili, quasi sovrapponibili. formare un gruppo è la naturale, logica evoluzione. pubblicate un paio di ottimi dischi, forse un capolavoro. vi sciogliete nel 2010 lasciando al mondo della musica la vostra eredità.

avete commesso un solo ed unico errore. il nome del gruppo: ISIS.

 

p.s. Panopticon è un 10/10

never happy unless complaining

412

La vecchiaia è una meraviglia, poche stronzate. te ne puoi stare seduto come un vegetale su una sedia, a guardare con grande amarezza e sconforto il mondo che ti gira intorno senza che nessuno abbia nulla da ridire. al massimo potranno pensare che ti sei definitivamente rincoglionito. sarà bellissimo.

la stessa attività a 37 anni, pare, dicono sia deprecabile. sembra sia necessario dimostrare l’età che si ha gettandosi nel vortice della giostra, facendo cose, lavorando, socializzando, chiacchierando e altre robe.

La mia meta è una sana rantolante vecchiaia. dove ti cercano in pochi, pochissimi, gli unici veri affetti sopravvissuti alle cesoie del tempo.

una vecchiaia dove bere di straforo il whiskey proibito.

G.R.A.

Quando sei bambino ti stropicci gli occhi e ti meravigli davanti alle piramidi di luci improvvise, sorridi e assecondi ogni cosa nuova come unica. sei puro. sei felice. sei.

poi trascorrono gli anni, cresci. apri gli occhi assonnati ogni mattina e vedi uno sconfinato oceano di traffico, il cui sinonimo è gran raccordo anulare. il parco giochi degli orrori. sei stanco un’ora dopo esserti svegliato. sei uno degli altri, in fila. sei.

Alone in the dark

l_eremita

Per la prima volta da anni ho esaurito i giga a disposizione sullo smartphone. wind mi ha gentilmente messaggiato che da ieri in poi avrei navigato a velocità ridotta. non avevo idea che per velocità ridotta si intedesse “col cazzo che userai l’internet in ogni sua forma ed estensione”. Così sono due giorni che non posso ascoltare spotify, google mi carica la situazione del traffico quando ormai sono imbottigliato nell’inferno del raccordo anulare, le notifiche mi arrivano due ore dopo e di leggere quello che accade nel mondo non se ne parla proprio. Direte voi, cari lettori, “ma che non c’avete il wifi in ufficio?”. Come no? abbiamo la fibrastocazzo ma che per ragioni che catalogheremo sotto la voce “murphymaiunagioia” perde il segnale proprio prima della mia stanza. “Vabbè ma tanto hai il pc, una connessione, sei attrezzato, dai. sempre a lamentarti” certo ma la direzione ha messo dei blocchi sui firewall tali per cui la mia socialità si riduce alla lettura delle email (cari ragazzi di emp, non le vostre, siete finiti nello spam). la vita si normalizza solo una volta tornato a casa.

è una storia molto triste, so che alcuni di voi si saranno commossi ma sono i giorni della dichiarazione dei redditi, almeno saprete a chi devolvere il vostro 5×1000.

dedizioni fiammeggianti

Salve, mi chiamo virus e ho un problema. vivo di ossessioni. quando incontro qualcosa che mi piace (bè diciamo mi piace – abbastanza – dove abbastanza vuol dire tanto) che sia un film, un libro, un videogioco, un gioco da tavola, una serie tv, un gruppo musicale, etc. etc., mi accendo di un interesse illogico, che brucia tutto e mi porta a vivere quella cosa lì in maniera totale. cerco ogni informazione possibile, leggo tutto quello che c’è da sapere e ne indago ogni possibile ramificazione. nel mio intimo preferisco identificare questo stato dell’essere con la parola dedizione più che con ossessione ma forse perché sono indulgente, mi voglio bene e cerco di perdonarmi. nel tempo, visti i danni collaterali (leggasi lo sfrangiare i maroni al prossimo),  ho imparato a gestire silenziosamente l’ardere del momento (più o meno dai, so che apprezzate i passi avanti fatti da ready player one, mi cari due lettori). ho capito che come c’è un inizio c’è anche una fine e quindi non vale la pena investire come un tir, ripetutamente, gli innocenti che mi passano affianco. ho imparato a limitare la condivisione del mio entusiasmo. less is more, quanta verità. mi sono reso conto però dell’effetto indiretto che ha seguito questa nuova politica, ovvero l’aver tagliato di un buon 50% le mie interazioni sociali, che già non poggiavano su numeri da influencer. decisamente no.

è come se vivessi una regressione temporale. come se avessi trovato una macchina del tempo e fossi tornato indietro negli anni ’90, quando me ne stavo nella mia cameretta a vivere le mie cose, con la porta chiusa. ci sono i poster. ci sono le mensoline e gli armadi pieni di oggetti. uno spazio fuori dal tempo. ecco, quello che sto cercando di imparare a fare è  mettere le dedizioni fiammeggianti (è una definizione notevole, ammettetelo. ora non ne volete una anche voi eh?) nella mia cameretta per poi tornare ad essere una persona normale in mezzo agli altri. credo che questa roba si chiami maturità. non il discorso della cameretta eh, il concetto successivo. pertanto abbiate pazienza sono in una fase in cui sto ancora aggiustando il tiro e aver trovato sulla strada “l’ombra dello scorpione” di stephen king non ha certo reso facile l’operazione (libro di cui ho comprato la prima edizione della versione integrale, preso la graphic novel  – supervisionata da king, curata dalla marvel e pubblicata da bompiani – e vedendo la serie tv del ’94 [la discutibile serie tv del ’94, per essere precisi]. ve lo racconto giusto per tenervi aggiornati sullo stato d’allarme. direi un defcon 2). abbiate pazienza quindi e nel caso in cui non ne abbiate, dato che il vento soffia verso ovest, dirigetevi a est. andrà tutto bene.